YAMAHA VMAX. NE SA UNA PIÙ DEL DIAVEL

In accelerazione, anche il Diavel ha la sua bestia nera

Si chiama VMAX e ha tre diapason sul serbatoio.

I suoi 200 CV e la coppia mostruosa di 166,8 Nm a 6.500 gir/min producono un’accelerazionedevastante, che non può essere descritta a parole. La belva divora i primi 100 metri in 4,736 secondi, i 200 in 6,849, i 400 in 10,521. Una progressione mostruosa, che tende a staccare le braccia dal volante e il pilota dalla sella.

“… tutto quanto intorno si trasforma in una confusa sfumatura di luci e colori. La forza, accompagnata dall’urlo demoniaco del motore, sembra crescere all’infinito. Finché, dopo lunghissimi istanti di follia arriva il limitatore a placarla”.

Così il tester di Motociclismo, Fabio Meloni, descrive la straordinaria esperienza di guida su VMAX. L’erede contemporaneo di una moto che ha sconvolto le regole delle due ruote fin dalla prima apparizione, alla metà degli anni ’80.

Tanto bello da essere esposto al Guggenheim Museum di New York, è tornato dopo oltre 20 anni, sempre più bello e cattivo. Eccessivo in tutto, dal debordante quadricilindrico a V contenuto a stento dal telaio, fino ai quattro tromboni dello scarico sparati verso il cielo, fino alle prese d’aria che sembrano branchie tecnologiche, appartenenti a una specie non ancora apparsa sulla Terra.